L'Alpe
01Lontano dal rumore.
Vicino alle cose vere.
Tra prati, boschi e montagne, l'Alpe di Lemna conserva il ritmo semplice della vita di montagna. Ogni stagione porta colori, raccolti e atmosfere diverse.






La storia
Prima non c'era
quasi nulla.
L'Alpe di Lemna sta su una piana verdeggiante a 900 metri, nel cuore del Triangolo Lariano: pendici abitate già in epoca preistorica e poi dalle popolazioni celtiche. L'agriturismo, invece, è molto più recente. Comincia nel 1993, con un alpeggio che non usava più nessuno e un uomo che se ne innamora.
- Prima
del 1993Un alpeggio che non usava più nessuno
Il piccolo alpeggio era di proprietà del Comune e da tempo non lo utilizzava più nessuno: i pascoli, il bosco e i muri di sasso erano lì, ma senza una famiglia che ci vivesse e ci lavorasse. Ci si arrivava — come ci si arriva ancora oggi — solo a piedi, lungo l'antica mulattiera che sale da Lemna.
- 1993
Algo Cantaluppi sale a vederlo
Algo Cantaluppi, comasco, aveva una lunga esperienza con i cavalli e voleva mettersi in proprio. Quando sente parlare dell'alpeggio sale a vederlo e si innamora del posto: lo prende in affitto e comincia i lavori insieme alla moglie, Elena Cossa. La madre di lei aveva provato a dissuaderla — lassù, diceva, avrebbe finito per mangiare lucertole — ma Elena salì lo stesso.
- I lavori
Prima le stalle, poi lo chalet
Recupera le stalle e la struttura agricola, poi costruisce lo chalet in legno che diventa il ristorante. In cucina arrivano i prodotti dell'Alpe e i piatti che si fanno ancora adesso: polenta uncia, brasato, selvaggina. Il primo regalo di compleanno di Algo a Elena fu una motosega; quello di Elena ad Algo, una capra incinta di nome Rudy. Quassù i regali sono sempre stati di questo genere.
- I primi
anniPoi cominciò il passaparola
All'inizio quassù non ci conosceva nessuno. Poi, un po' con il passaparola e un po' con la pubblicità, la gente ha cominciato a salire: da Como, dalla Brianza, dal milanese. Chi arrivava trovava le capre, le oche, le mucche, i capretti appena nati e tre grossi cani pastore. E i cavalli, che alla sera uscivano verso il pascolo e la mattina rientravano da soli.
- Fine anni
NovantaI cavalli e il vecchio cascinale
I cavalli restano per anni il punto di forza: dall'Alpe partono trekking a cavallo nel Triangolo Lariano, da un giorno fino a una settimana, e c'è il servizio di pensione. Intanto Algo ed Elena restaurano un vecchio cascinale tutto in sasso a vista, che diventerà la loro casa.
- Vent'anni
dopoQuarantacinque ettari da difendere dal bosco
Nel 2012 all'Alpe vivono soltanto loro quattro. Non c'è acqua potabile, ma una cisterna da settantamila litri che si riempie quando piove; il telefono fisso non arriva e in casa si scalda quello che riesce a scaldare la stufa. Ci sono quarantacinque ettari di alpeggio da difendere dal bosco che avanza e gli animali da accudire tutti i giorni. D'inverno Martino e Giacomo scendevano a scuola con la motoslitta fino alla jeep, sveglia prima delle sei. Martino studiava all'agraria e voleva fare il boscaiolo; Giacomo il cuoco, ma in trattoria, non in un grande albergo.
- Oggi
Una famiglia, la stessa da trent'anni
Algo ed Elena conducono l'Alpe dal 1993, e da qualche anno lavorano con loro i figli Martino e Giacomo. I trekking a cavallo non si fanno più; per il resto è cambiato poco. Si sale ancora a piedi, gli animali vivono nei prati e nei boschi intorno alla baita, la cucina è rimasta quella di casa. Chi vuole restare dorme nelle due camere ricavate nella pietra e nelle travi della vecchia baita.
Le foto degli inizi



L'Alpe nel 2012






Le notizie sulle origini dell'Alpe sono tratte da un articolo di Sabina Livio del 1999. Il racconto della vita quassù vent'anni dopo, e le fotografie del 2012, vengono dal servizio di Giuseppe Guin pubblicato su mag, il magazine de La Provincia.
La vita quotidiana
Gli animali dell'Alpe
Cavalli, capre, pecore, mucche e gli altri abitanti dell'agriturismo vivono liberi tra prati, stalle e boschi.














Respirare
Ogni stagione cambia il paesaggio.
Mai l'emozione di arrivare fin qui.
